mercoledì 29 ottobre 2008

Quando l'ingegnere è donna


Quando ho discusso la tesi di laurea, nel 1981, su 45 laureandi solo una collega apparteneva al gentil sesso.

Quest'anno si sono iscritte ai test di ammissione al Politecnico di Milano 1462 ragazze su un totale 6281 giovani: il 23% del totale, circa l'8% in più dello scorso anno.

Perché questo mutamento? Le ragioni sono diverse.

La facoltà di ingegneria consente specializzazioni diversificate: progettazione ma anche management, ricerca, consulenza.

Lo spauracchio del cantiere o della fabbrica ha un'influenza inferiore al passato.

Si trova lavoro con maggiore facilità: il 94% degli ingegneri trova occupazione entro 6 mesi dalla laurea.

Le ragazze poi sono più brave: si laureano in meno tempo e con voti migliori.

Ma qualche freno c'é: la tendenza verso una retribuzione inferiore rispetto a quella degli uomini esiste e lo spauracchio della maternità pure.

Ma questi numeri ci dicono che il mondo cambia e le ragazze che rompono il tabù dell'ingegnere maschio sono uno dei simboli di un paese che comincia a mobilitare le sue risorse migliori.

lunedì 27 ottobre 2008

Sapete vendere voi stessi? Rispondete a tre domande


Vendere è da sempre impresa complicata, vendere se stessi appare cosa ai più proibitiva.

Conquistare un posto di lavoro, ottenere un incarico professionale, essere percepiti come differenti da altre persone in lizza per uno stesso risultato può essere vitale in certe circostanze.

E allora, come fare per capire se siamo attrezzati a riuscire nell’impresa che intendiamo realizzare?

Alcuni potranno trovare utile rispondere alle tre domande che ho riportato nella diapositiva e che pongo a me stesso prima di incontrare un Cliente.

Se la vostra risposta è “sì”, il successo sarà con voi.

Se avete uno o più “no” da affrontare non scoraggiatevi: avete il vantaggio di esserne consapevoli e l’opportunità di cominciare a lavorare per il futuro.

venerdì 24 ottobre 2008

Diventare pilota per diritto ereditario


Quando, ahimé tanto tempo fa, mio padre lavora in fabbrica, sognava di lasciare il posto di lavoro ai figli.

Pratica al tempo diffusa che si è andata via via perdendo.

Ma non dappertutto.

Qualche giorno prima che si chiudesse la trattativa fra CAI e i piloti, un comandante Alitalia è intervenuto a Radio 24 informando il pubblico che il principale scoglio alla firma rimaneva la possibilità per i piloti di continuare a garantire ai figli una "corsia preferenziale" per l'accesso alla professione.

Non so come sia finita: mi auguro che la "cordata" CAI abbia avuto il coraggio di togliere la testa dal cappio.

La vignetta è di wildpen.

mercoledì 22 ottobre 2008

Stampa con Lulù, il risparmio è assicurato!


Ancora un consiglio da Rosario Rizzo (www.toolsatwork.it ) : che pubblico molto volentieri.

Risparmiare fa sempre piacere, questo è un fatto: se, oltre a spendere meno, si ottiene un servizio di qualità, meglio ancora.

Vi presento un servizio su web veramente utile e interessante: sto parlando di Lulu (www.lulu.com), nome che evoca chissà quali pensieri.

In realtà il nome di un servizio di editoria online.

Lulù è un sito sul quale è possibile acquistare o vendere libri (scritti da sé) e prodotti editoriali in genere a un costo abbordabile sopratutto per "piccole" quantità di prodotti, anche uno solo.

Per saperne di più andate su www.lulu.com , è anche in italiano.

domenica 19 ottobre 2008

Il vero leader delega ... l'obbedienza.

Niente da aggiungere.

La vignetta è wildpen.

venerdì 17 ottobre 2008

Quando anche il direttore del personale sembra possedere un'anima ...

Arianna era arrivata al lavoro alle 9,10, come ogni mattina.

Aveva appena appoggiato la borsetta sulla scrivania quando entrò in stanza Paolo, uno dei suoi collaboratori.

“ È passato il direttore del personale. Ha detto se sali da lui. Era più ceruleo del solito: non mi dice niente di buono.”

Paolo non era quello che chiami uno positivo, ma la cosa era insolita: Arianna deglutì.

Cosa poteva volere Tagliatori a quell’ora? Quelli del personale erano mattinieri, ma il grande capo arrivava in genere alle 10 per andarsene alle 21.

Percorse a piedi, con lentezza, le due rampe che la separavano dal suo ufficio. Perché l’aveva convocata? Licenziarla? Farle un cazziatone? E cosa aveva fatto? Cacciò alcuni respiri profondi per calmarsi.

Fu ricevuta da Angela, la storica segretaria dei direttori del personale. Cortese, come sempre un po’ distaccata. La fece accomodare, Tagliatori sarebbe arrivato da lì a poco.

Comoda la poltrona, avvolgente: la pelle profumava ancora di nuovo.

“Venga dottoressa, si accomodi.”

“Grazie.”

“Allora, Lei è con noi da diversi anni ormai. Prima come product manager poi come line marketing manager. Abbiamo fatto un bel pezzo di strada ...”

“Quattro anni. Sì, sono molto contenta di questo periodo.”

“Anche noi siamo contenti del suo lavoro. Per questo abbiamo deciso che con effetto immediato Lei assumerò la carica di vice direttore marketing: ovviamente sarà inquadrata come dirigente.”

Arianna strabuzzò gli occhi: non se l’aspettava. Rimase a lungo in silenzio. Forse troppo a lungo.

“Qualcosa non va dottoressa? Sembra quasi che la notizia le giunga sgradita …”

“Affatto dottor Tagliatori, affatto. Vede, oggi si compie il terzo mese di gravidanza e ho deciso di annunciarlo a colleghi e amici. Lei è il primo a saperlo al di fuori della cerchia familiare. Non le nascondo che sono molto felice. Ma capisco anche che questa promozione può assumere per l’azienda un senso diverso di fronte a questo fatto. Per cui, se lo ritiene, può riconsiderare la mia promozione: nessun rancore se deciderà pensarci o di ritirarla."

Tagliatori sgranò gli occhi. Divenne giallo ittero, poi paonazzo. Nella stanza un silenzio imbarazzato. Evidentemente Tagliatori pensava che per Arianna il capitolo maternità fosse archiviato.

“Non c’è nulla che io debba valutare. Lei ha ampiamente meritato la sua promozione: Le faccio mille auguri per la Sua maternità e per una carriera splendida, tutta con noi.”

Arianna scese le scale felice e corse a festeggiare con i suoi: doppiamente.

Si narra di consumi esagerati di bicarbonato nei piani alti per alcuni mesi successivi alla nomina.

Ma queste sono le solite malignità.

mercoledì 15 ottobre 2008

Comprereste un loculo nel cimitero aziendale?


Alla morte dei tifosi più accaniti del Boca Juniors, i loro compagni hanno l’abitudine di recarsi in pellegrinaggio alla Bombonera per disperdere le loro ceneri direttamente sul mitico tappeto verde.

Per sempre con la squadra del cuore.

Poiché i dirigenti della squadra di calcio giurano che questa pratica rovina il manto erboso, nel 2007 è stato inaugurato a pochi chilometri da Buenos Aires un nuovo cimitero a esclusivo appannaggio dei tifosi del Boca Juniors: fontana con lo scudo ufficiale, lapidi con il marchio del club, fregi decorativi con i colori sociali della squadra più tifata d’Argentina.

Un’operazione di licencing perfettamente riuscita.

Quest’anno l’Amburgo progetta un’operazione simile: un cimitero da 300 a 500 posti rigorosamente vicino allo stadio, servizi cimiteriali concessi in licenza a 3 differenti aziende, un costo che va da 700 a 3400 euro. Il ricavato, assicurano i dirigenti, sarà reinvestito nel cimitero.

L’amore per la propria squadra di calcio supera i confini della vita terrena: è uno dei risultati sui quali i club capitalizzano, arrivando addirittura al licensing cimiteriale.

L’idea potrebbe essere sfruttata anche da imprese che non hanno a che fare con il mondo della pedata.

Le aziende che lavorano da sempre e indefessamente alla costruzione di un ferreo rapporto con i dipendenti potrebbero lanciare il cimitero aziendale: riposare per sempre nei pressi delle sedi storiche di Ford, IBM, Sony, Microsoft, accanto al proprio capo, “bara a bara” con i manager che ne hanno fatto la storia.

Che ne direste se IBM offrisse ai dipendenti una tomba che reca sulla lapide, invece della solita e scontata foto, uno schermo vecchia maniera nel quale i visitatori potranno perennemente rivedere le scene dei più bei momenti vissuti dal compianto in azienda?

E cosa pensereste se la Ford offrisse ai dipendenti tombe, non lontane da quella del fondatore, che ricordano in tutto e per tutto la mitica T 1916?

I proventi? Marchio in licenza alle compagnie funebri, vendita della tomba, CD con l’inno aziendale per la cerimonia funebre: forse ho perso qualcosa ma lascio a voi completare l'elenco.

Cosa ne pensate?

Investireste nella vostra tomba aziendale?

sabato 11 ottobre 2008

Cresce lo stipendio e diminuisce il bonus per i top manager dei grandi gruppi Italiani


La retribuzione di amministratori delegati e direttori generali dei grandi gruppi italiani è cresciuta nel 2007 dell'8,3% (€ 1,4 milioni in media), mentre i bonus sono diminuiti del 20% (da € 1 milione a € 800.000 in media).

Insomma, la ricerca annuale di Hay Group ci dice che le retribuzioni dei top manager hanno tenuto grazie alla parte fissa.

Questo perché in Italia la retribuzione variabile si mantiene costantemente al di sotto della parte fissa, mentre all'estero può raggiungere e superare anche il 150% di essa: senza tenere conto del fenomeno delle stock option, in Italia praticamente assente.

E le aziende come sono andate? Non bene sembra, e certo con performance non in linea con i compensi dei top manager.

Ma meglio dei top manager presi a campione hanno fatto i manager delle aziende quotate, che nel 2007 hanno saputo far crescere del 29% le loro retribuzioni a fronte di un andamento di borsa disastroso (clicca qui per saperne di più).

Ma non per tutti i manager la vita è rosea. Via via che scendiamo nella gerarchia e nelle dimensioni delle aziende la vita si fa più dura e i dirigenti sono costretti ad affondare le unghie nella stoffa della poltrona per mantenere il posto.

E all'estero? Direi che i manager stranieri, se confrontati con quelli di casa nostra, se la passano male.

In UBS ad esempio, per far fronte alla crisi finanziaria, il board ha deliberato in agosto una diminuzione di € 4 miliardi fra stipendi e bonus: il 30 % del totale del costo del lavoro.

Che cosa spinge, secondo voi, gli azionisti italiani a riconoscere ai top manager incrementi retributivi in assenza di risultati adeguati?

giovedì 9 ottobre 2008

La riduzione dei costi aziendali colpisce il Blackberry

Borsa di New York e Citygroup affrontano la crisi tagliando i costi.

Personale, viaggi allo stretto necessario, cancelleria, fotocopie a colori.

Soprattutto, sostiene Citygroup, il taglio di costi deve essere orientato alla efficienza.

Sorprende che fra i tagli ci siano anche i Blackberry: forse le organizzazioni cominciano a rendersi conto che non sempre essi garantiscono maggiore produttività.

Dall'uso indiscriminato alla valutazione consapevole.

Buon segno.

lunedì 6 ottobre 2008

Mai legare il cane con la salsiccia



Trattenere un dipendente solo con il denaro equivale a legare un cane con la salsiccia.

Se ne andrà dopo averla mangiata.

venerdì 3 ottobre 2008

Volete risparmiare sui biglietti da visita? fate come me


Rosario Rizzo (www.toolsatwork.it ) ne sa una più del diavolo: dopo averci spiegato come risparmiare con Amazon adesso ci dice come spendere praticamente niente per i biglietti da visita. Grazie Rino!

Chi di noi professionisti, artigiani o imprenditori non ha mai acquistato biglietti da visita o Timbri? A chi non piacciono post-it o block-notes personalizzati?

Sono un paio d'anni che acquisto sul sito Vistaprint (www.vistaprint.com) questo tipo di articoli che danno un tocco di "brand", insomma, di immagine aziendale.

Purtroppo, queste "cosucce" costano, e parecchio, se acquistate nelle tipografie classiche e per tirature limitate.

Sul sito di Vistaprint, facile da navigare, si trova un ampio assortimento di articoli personalizzabili. Vi do un paio di "dritte" per risparmiare sugli acquisti.

Tip #1

Prima di tutto, NON REGISTRARSI sul sito Italiano (www.vistaprint.it ) ma su quello americano (con il .com per intenderci). Da questo momento potete acquistare quello che volete MA IN DOLLARI invece che in EURO. I prezzi sono gli stessi nei due siti ma solo come cifre (ad esempio $10 in quello americano e € 10 in quello italiano!), e visto che il dollaro vale meno dell'euro, a oggi si può risparmiare il 35%. Scusate se e' poco.

Tip #2

Se ci si abbona alla newsletter del sito, al costo di 2 mail settimali che si ricevono con le offerte, potete praticare un giochino niente male. Una o due volte alla settimana vengono fatte promozioni a rotazione sul catalogo articoli o su tutto il catalogo con sconti che vanno dal 75% fino addirittura al 100%, ma solo per la prima unità di quantità di un articolo. Dal secondo in poi viene applicato il prezzo pieno (ad esempio: i primi 250 biglietti da visita sono gratuiti o scontati, i secondi 250 sono a prezzo pieno).

La tattica che adotto e' la seguente: acquisto un solo articolo e confermo l'ordine, scelgo come modalita' di spedizione la posta di superficie, la più economica e, al prezzo che varia da 2.5 a 3.9 dollari (non euro) e mi aggiudico l'articolo. La consegna avviene da 14 a 21 giorni dopo.

Quindi 250 biglietti da visita costano meno di € 4 (quattro) ...

Provare per credere.

Ogni tanto arriva una mail del Customer Care del sito americano che mi ricorda che esiste il sito italiano da cui posso fare i miei acquisti, ma preferisco il sito in inglese!

Se volete sapere come riescono a fare quei prezzi stracciati fatevi vivi che ve lo dico.

Rosario Rizzo

mercoledì 1 ottobre 2008

Quando la creatività arriva alla toilette ...


Come si fa a fare dell’innovazione una competenza di tutta l’organizzazione?

Tonnellate di libri hanno tentato, con diversa fortuna, di rispondere a questa domanda.

Ma in Centimetri, leader in Italia nella comunicazione infografica, sanno bene come si fa.

Accadeva che la sistematica caduta della tavoletta in momenti “critici” generava “disagi” anche visibili.

L’amministratore delegato, investito del problema, decideva d’imperio per il cambio della tavoletta.

Tutto inutile: il problema persisteva anche con la nuova tavoletta.

Dipendenti, ospiti, consulenti (sig!), tutti continuavano a cimentarsi più o meno silenziosamente in esercizi di acrobazia tesi a conciliare la salvaguardia del vestiario e l’espletamento di funzioni irrinunciabili.

Ma quando una persona abbandonava il posto di lavoro o una riunione per recarsi alla toilette l’attenzione scendeva nell’attesa del sordo “TAC” che segnalava il possibile disastro, in attesa di riscontrare sul malcapitato l’entità dei danni.

Una perdita di produttività insostenibile.

Accurate misurazioni rivelavano un errore dell’idraulico nel montare la cassetta di scarico, che andava montata nuovamente: intervento né banale né immediato.

Che fare allora?

In una riunione di brainstorming l'acuto veniva dall'art director: un elastico e un fermaglio avrebbero risolto il problema e salvato il conto economico di Centimetri.

Guardare la foto per credere.