lunedì 26 maggio 2008

Il business al femminile nei paesi arabi



Nei consigli di amministrazione delle società ad azionariato diffuso presenti in Oman e Kuwait, ci sono più donne che in Italia e Giappone.


Questo nonostante nei due Paesi arabi le donne imprenditrici non siano molto numerose.


Secondo un articolo pubblicato dal Financial Times lo scorso 19 maggio 2008, infatti, in Oman e Kuwait le donne costituiscono il 2,7% dei consigli di amministrazione, contro il 2% dell'Italia e lo 0,4% del Giappone.


I dati sono tratti da una ricerca di TNI, una banca d'investimenti di Abu Dhabi.


Le imprese italiane, si sa, possono serenamente rinunciare al contributo intellettuale di metà della popolazione, peraltro quella che ha il più elevato livello medio di istruzione, e recuperare competitività nel lungo termine.


venerdì 23 maggio 2008

Dieci buoni motivi per NON FARE il Project Manager - Il quinto


Il project manager non è un manager. Non ha nessun potere.

Di solito è quello che accade.

Quasi mai infatti il PM è anche capo diretto delle risorse umane impiegate nel progetto.

La sua responsabilità è temporanea, parziale e rivolta unicamente ai fini progettuali.

Le risorse che non vogliono eseguire un’attività potranno sempre dire che hanno altre priorità o che il loro capo li ha chiamati per dedicarli ad altro.

Arthur Bloch ( La legge di Murphy) una volta disse: ‘quando il gioco si fa duro, se ne vanno tutti’.

E’ quasi vero: rimane solo il PM che non ha nessun potere per trattenere gli altri.

Bisogna amare la solitudine per fare questo mestiere, o almeno sopportarla.

Enrico Longo

mercoledì 21 maggio 2008

Delegare? Impossibile

Ho ricevuto questa e-mail in risposta alla comunicazione del corso sulla delega in programma: la pubblico con l'autorizzazione del dottor Felice Butti, l'autore.

Buongiorno dottor Mancini,

il Vostro corso è idilliaco ma ritengo irrealizzabile ogni possibilità di delega.

Di solito neppure rispondo a mail come la Vostra originaria.. ma, avendo visto la mia caricatura in uno dei miei momenti più tranquilli in ufficio ... non ho proprio potuto trattenermi dal rispondere.. proprio come ora.

Voglio altresì aggiungere che la mia giornata lavorativa si compone di almeno 16 ore/g , 6,5 giorni su 7.

L'ultima volta che mi sono preso una settimana, sono tornato ed ho riscontrato i comitati spontanei di clienti (con le forche) ad attendermi (per non parlare dell'azienda ... sull'orlo del fallimento).

La nostra è la realtà più grossa del settore (consulenza e didattica in ambito automobilistico e autotrasporto) ma troppo piccola - solo 30 risorse - per realizzare delle serie economie di scala.

Tutte le volte che delego - puntualmente - le cose non sono fatte nello stesso modo in cui le avrei fatte io (questa frase l'avrà già sentita parecchie volte...) o, addirittura, non viene fatta .. e il cliente si infuria.

Inoltre ho 6 figli... con alcune (ma in realtà nessuna) mogli. Potrà ben comprendere che le restanti 8 ore giornaliere sono dedicate al vano tentativo di autodifesa (meglio: tentativo di sopravvivenza).

Non vedo davvero soluzione.

Lei però, ad avere a cuore i problemi della gente come me, è davvero un buono ...

Se e quando capiterà a Como, sarò lieto di offrirLe un caffè....

A presto.

Felice Butti

www.voltiana.it

lunedì 19 maggio 2008

Io so pensare. So aspettare. So digiunare

Siddharta si recò dal mercante Kamaswami in cerca di lavoro. Fra preziosi tappeti, i servi lo condussero in una camera, dove rimase in attesa.

Entrò Kamaswami, un uomo dai capelli grigi, occhi accorti e guardinghi. L'ospite e il padron di casa si salutarono cortesemente.

“Mi è stato detto che sei un Brahmino molto istruito, ma che cerchi un impiego presso un mercante. Sei caduto in miseria, Brahmino, per cercare impiego?”

“No,“ disse Siddharta “non sono caduto in miseria e non sono mai stato in miseria. Sappi che vengo dai Samana, presso i quali sono vissuto per molto tempo.”

“Se vieni dai Samana come fai a non essere in miseria? Non vivono i Samana in assoluta povertà?”

“Povero lo sono,” disse Siddharta “non possiedo niente, se è questo che intendi. Ma lo sono volontariamente, quindi non sono in miseria.”

“E di che vuoi vivere se non possiedi nulla?”

“Non ci ho mai pensato, signore. Per più di tre anni sono vissuto nella più assoluta povertà, e non ho mai pensato di che potessi vivere.”

“Allora sei vissuto dei beni di altri.”

“Probabilmente è così. Anche il mercante vive dei beni di altri.”

“Ben detto, ma egli non prende le cose agli altri per nulla: agli dà in cambio la propria merce.”

“Così pare che stiano le cose. Ognuno prende, ognuno dà. Così è la vita.”

“E tu, se non possiedi nulla, cosa vuoi dare?”

“Ognuno dà di quello che ha. Il guerriero la forza, il mercante la merce, il saggio la saggezza, il contadino il riso, il pescatore i pesci.”

“Benissimo. E che cos'è che tu hai da dare? Che cosa hai appreso, che sai fare?”

“Io so pensare. So aspettare. So digiunare.”

“E questo è tutto?”

“Credo sia tutto.”

"E a che serve? Per esempio il digiunare, a che serve?”

“Quando un uomo non ha niente da mangiare, digiunare è la più bella cosa. Se Siddharta non avesse imparato a digiunare, oggi stesso dovrebbe assumere qualche impiego, da te o in un altro posto, perché la fame ve lo costringerebbe. Ma Siddharta può aspettare tranquillo, non conosce impazienza, non conosce miseria, può lasciarsi a lungo assediare dalla fame e ridersene. A questo, signore, serve il digiuno.”

“Hai ragione, Samana. Ora attendi un momento.”

Kamaswami uscì e ritornò con un rotolo. Lo porse al suo ospite, chiedendo: “Sai leggere questo?”.

Siddharta esaminò il rotolo, su cui era redatto un contratto, e cominciò a leggere.

“Benissimo” disse Kamaswami. “Vuoi scrivere qualcosa?”. Siddharta scrisse e restituì il foglio.

“Scrivere è bene, pensare è meglio. L'intelligenza è bene, la pazienza è meglio.”

“Scrivi magnificamente” lodò il mercante. “Di molte cose avremo ancora da discorrere. Per oggi, ti prego, sii mio ospite e prendi dimora in questa casa ».

Liberamente tratto da "Siddharta" - Hermann Hesse

mercoledì 14 maggio 2008

Dieci buoni motivi per NON FARE il Project Manager - Il quarto


Il project manager ha solo colpe e nessun merito.

Verissimo.

Il PM è soprattutto inteso dai più come un capro espiatorio, vittima sacrificale di tutte le criticità di progetto.

In effetti con chi ce la possiamo prendere se non con il PM?

Questo gli permette di mostrare una integrità psichica ed una fermezza morale di livello superiore.

Sono consigliate forti dosi di Alka Seltzer.

Enrico Longo

domenica 11 maggio 2008

Natasha al bivio che noi uomini non incroceremo mai

Un figlio in grembo e l'occasione della vita: che fare?

Questo probabilmente il dilemma che si è trovata ad affrontare Natasha Kaplinsky, giornalista tra le più note in UK anche per la vicenda che l'ha vista protagonista. La storia ha sfiorato il tormentone, per cui arriverò subito al sodo.

Fino pochi mesi fa Natasha lavorava per la BBC presentando il tg delle 18:00. Una conduzione di successo in una fascia non certo fra le più felici.

Channel Five le ha poi offerto un contratto da un milione di sterline all'anno per assicurarsi le sue prestazioni professionali: Natasha è così diventata l’anchorwoman più pagata di oltremanica.

Uno sforzo non indifferente per il canale britannico, ma la giornalista ha ripagato l'investimento: al suo esordio su Channel Five ha catalizzato l’attenzione di un milione di spettatori, il 43% in più della media.

Non male per un Tg pomeridiano. Ma dopo solo sei settimane, a sorpresa, la Kaplinsky ha annunciato di essere incinta di tre mesi, assicurando che sarebbe tornata in video a settembre.

La schiera dei censori, specie maschile, si è levata indignata sui blog: avrebbe o no dovuto Natasha confessare il suo stato al momento della firma?

Per l'austero Times, ad esempio, non vi sono dubbi: l'attacco è stato molto duro, anche se i sostenitori della giornalista non hanno fatto riposare la tastiera.

Reazione misurata di Channel Five, che ha continuato ad incrementare share con il crescere del baccano mediatico: i dirigenti hanno augurato alla collega ogni bene e un pronto ritorno in video.

Chi ha guadagnato da questa vicenda?

La Kaplinsky ovviamente: dal contratto da un milione di sterline e dalla pubblicità indotta dalla vicenda.

E Channel Five, che se avesse ragioni di lamentela si guarderebbe bene dal renderle pubbliche: la giornalista ha già dimostrato di essere un eccellente acquisto.

Ma allora perché tanto baccano?

Ai signori si sesso maschile che hanno levato alte le loro voci censorie dico che prima di esprimere un parere tanto netto dovremmo sapere quello che si prova ad avere fra le mani il contratto della vita e un figlio in grembo.

Un bivio al quale noi uomini non ci troveremo mai.

Auguri Natasha!


giovedì 8 maggio 2008

La difficile comunicazione fra manager e impiegato ...

Questa deliziosa storiella me l'ha inviata il mio amico Remo, che ringrazio.

Un signore è a bordo della sua automobile, quando capisce di essersi perso. Avvista un passante e accosta.

- Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso a un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz'ora e non so dove mi trovo...

- Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un'automobile, a 44° e 45’ di latitudine Nord e a 11° e 15’ di longitudine Est, sono le ore 12:35 e 35 secondi e oggi è venerdì e ci sono 14,5 gradi centigradi di temperatura...

- Lei è un impiegato? -

- Certamente. Come fa a saperlo?

- Vede, tutto ciò che mi ha detto è 'tecnicamente' corretto, ma praticamente inutile. Infatti non so che fare con l'informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui, perso per strada!

- Lei allora deve essere un manager, non è vero? -

- Infatti, lo sono. Ma ... da cosa lo ha capito?

- Vede, lei non sa né dove si trova, né come ci è arrivato, né dove andare, ha fatto una promessa che non sa come mantenere ed ora spera che qualcuno le risolva il problema. Di fatto, lei è esattamente nella situazione in cui si trovava prima che ci incontrassimo. Ma adesso, per qualche strano motivo... risulta che la colpa è mia!


lunedì 5 maggio 2008

Dieci buoni motivi per NON FARE il Project Manager - Il terzo


Il Project manager non dà valore aggiunto.

Il PM non progetta, non vende, non realizza.

Presenzia al collaudo, ma a quel punto non può farci più nulla.

Non ha una bacchetta magica come la Fata Turchina ed al massimo può trasformare l’oro (denaro) in ferro. In compenso i suoi costi gravano sul progetto rendendolo sempre più critico.

Eppure ogni progetto necessita di almeno un PM! Sembra che a questa contraddizione non si riesca a sfuggire.

Ma, a guardarci con attenzione, con chi si può sfogare il progettista frustrato? Da chi si va a chiedere un presentazione rabberciata da somministrare ad un’Alta Direzione ignara di tutto?

A chi si telefona quando è necessario tagliare, ridurre, riallocare, risparmiare, abbreviare, sopprimere?

Al PM naturalmente, collettore di tutte le richieste e massimo esperto di tutte le logìe all’avanguardia: psicologia, metodologia, etologia, dietrologia, nostalgia, nevralgia e così via.

Enrico Longo