
Durante un pranzo un Cliente mi ha detto:
"Sai, in questo periodo sto riflettendo sul fatto che parlar male delle persone è molto più facile che parlarne bene."
Vero. Un errore genera spesso una condanna inappellabile pronunciata alla macchinetta del caffè.
Ma i nostri amici americani, ai quali abbiamo delegato il compito di indicare i nostri comportamenti futuri, hanno deciso che le cose debbono cambiare. Per alcune, buone ragioni.
Prima di tutto le persone vanno tutelate: voci e giudizi sommari non possono pregiudicare la reputazione di chi lavora sodo e danneggiarne la carriera.
In secondo luogo il pettegolezzo costa: in tempo e qualità del lavoro.
Quali le azioni intraprese negli USA?
- Molte imprese stanno inserendo nei contratti clausole anti-gossip. La persona arruolata si impegna a non spettegolare e a invitare a smettere chiunque cerchi di farlo. Pena il licenziamento.
- Un controllo dei blog, sia aziendali sia esterni, per individuare informazioni riservate trasmesse all’esterno senza autorizzazione.
Azioni forti? Non direi. Le clausole, prima o poi, si dimenticano e frenare la lingua è impresa complicata...
Il blog? L’anonimato protegge i chiacchieroni e solo poche persone si sono fatte beccare.
In Italia? Che succede da noi?
Alcune aziende si sono date un codice etico, altre tendono a reprimere il pettegolezzo al manifestarsi.
Da un punto di vista strettamente legale il deterrente appare il licenziamento per diffamazione, ma in generale il pettegolezzo è accettato come una nota di costume.
Insomma, a noi, il pettegolezzo, ci piace da morire. E poi, diciamocelo, il pettegolezzo è utile.
Prima di tutto asseconda il
fascino del negativo: avete mai visto qualcuno alla macchinetta del caffè parlare con entusiasmo dei successi di un collega?
Poi ha una funzione calmante: se qualcuno ti ha fatto saltare i nervi devi pur sfogarti (
naturalmente in via riservata ...) mica puoi tenerti tutto dentro.
Il pettegolezzo è anche insostituibile per dare alle persone una valutazione “di corridoio” che il capo non sarebbe mai in grado di dare. Insomma, una valutazione collettiva che aiuta a correggere il comportamento.
Il gossip, infine, serve a progettare le organizzazioni. Non c'é disciplina giapponese che tenga.
Quando l'impresa deve prendere decisioni che sa essere di difficile digestione, come quando si deve rilasciare un nuovo organigramma, la tattica è la seguente: si lasciano circolare le voci e si sguinzagliano gli ascoltatori di confidenze. Poi si decide.
Insomma, credo proprio che questa volta gli americani non ce la faranno.
Neanche a casa loro.